Dott.ssa Sara Dellabartola
Psicologa Psicoterapeuta Savignano Sul Rubicone e Cesena

EMDR per l'ANSIA

L’ansia è un’emozione universale che ogni individuo sperimenta, in quanto rappresenta una risposta dell’organismo adattativa e funzionale.

L’ansia viene considerata patologica quando influisce sul funzionamento dell’individuo, in ambito lavorativo, sociale o a livello psichico causando marcato disagio tale da determinare una limitazione delle capacità di adattamento dell’individuo.

L’ansia considerata patologica si verifica quando:

  • la risposta ansiosa è eccessiva e disfunzionale rispetto agli stimoli che l’hanno indotta
  • lo stato ansioso compare in assenza di uno stimolo scatenante

Sono disturbi d’ansia gli attacchi di panico (con e senza agorafobia), le ossessioni e compulsioni (rituali, ecc) le fobie (insetti, animali), fobia sociali (parlare in pubblico, vomitare in pubblico), l’ansia generalizzata e il disturbo post traumatico (in seguito ad eventi traumatici o altamente stressanti).

Nei disturbi d’ansia, l’esposizione alle situazioni stimoli induce emozioni ritenute insopportabili, che talvolta, laddove diventi panico, possono far credere o far sentire alla persona che sta per impazzire o morire.

L’ansia può essere:

  • adattiva (fisiologica): prepara a un pericolo potenziale e può contribuire ad affrontare situazioni difficili, da cui può seguire un’esperienza di crescita e maggiore sicurezza personale
  • disfunzionale (patologica): caratterizzata da una condizione di malessere così intenso e tale da provocare un grado di sofferenza non sopportabile (sproporzionata rispetto allo stimolo scatenante e il soggetto ne è consapevole); la sua durata persistente può portare a comportamenti di difesa che possono limitare l’esistenza disturbando il funzionamento psichico globale e determinando una limitazione della capacità di adattamento dell’individuo tanto da interferire con le normali attività della vita quotidiana (come ad esempio nel Distubo Ossessivo Compulsivo). Inoltre può presentarsi ed insorgere in modo inatteso, senza collegarsi a evento o stimoli specifico (es. disturbo di panico) o eventi neutri, non pericolosi e non identificativi di reale pericolo (es. fobie).

Nello specifico, da un punto di vista clinico e fenomenologico può presentarsi come:

  • ansia di stato: attivazione di uno stato d’allarme al momento dello stimolo, indipendentemente dalla presenza di una base personologica ansiosa;
  • ansia di tratto: caratteristica stabile di personalità, descrive la tendenza sistematica ad utilizzare un modello stimolo-risposta improntato all’ansia dinanzi a stimoli significativi

Infine, si può distinguere tra:

  • ansia anticipatoria: di breve durata, scatenata da un segnale identificabile, reale o immaginario, associato alla percezione di pericolo:
  • ansia generalizzata: condizione durevole di tensione, spesso svincolata da particolari stimoli; tende a sovrapporsi all’ansia di tratto;
  • attacco di panico: manifestazione di ansia acuta, inaspettata e di rapida risoluzione in cui si manifesta un forte senso di pericolo e di minaccia alla propria incolumità con imponenti sintomi somatici (ad esempio sensazione di soffocamento, asfissia, tachicardia, tremore)

LE COMPONENTI DELL’ANSIA

L’ansia può essere descritta attraverso varie componenti:

  1. Componente cognitiva: implica aspettativa di pericolo imminente. Si attiva uno schema cognitivo caratterizzato da due elementi: sovrastima della percezione di pericolo e sottostima delle proprie capacità di fronteggiamento.
  2. Componente somatica (o fisiologica): il corpo prepara l’organismo ad affrontare la minaccia, attivando il sistema ortosimpatico. Il corpo si attiva così come a dover affrontare una reazione di emergenza (attacco/fuga), per cui la pressione del sangue e la frequenza cardiaca aumentano, la sudorazione aumenta, il flusso sanguigno verso i più importanti gruppi muscolari aumenta e le funzioni del sistema immunitario e di quello digestivo diminuiscono.
  3. Componente comportamentale: si può accompagnare a comportamenti sia volontati che involontari di fuga o evitamento all’ansia. Tali comportamenti spesso sono disfunzionali in quanto limitano il funzionamento individuale, sociale e talvolta lavorativo causando intenso disagio.

Tali componenti creano circolo viziosi (MODELLO DEL CIRCOLO VIZIOSO DEL PANICO (Clark, 1986; Weels, 1990)

COSA PUÒ AIUTARE

Acquisire maggiore consapevolezza delle componenti implicite della propria esperienza (pensieri, emozioni, immagini disturbanti, reazioni) e apprendere tecniche di rilassamento per alleviare i sintomi dell’ansia permettono di intervenire in modo efficace sul disturbo. L’approccio integrato con l’EMDR potenzia le capacità personali e le risorse individuali, per affrontare le sfide della vita quotidiana con serenità e sicurezza, senza sentirsi in balia dei sintomi dell’ansia.

Il lavoro psicoterapeutico prevede così la rielaborazione di tutte quelle esperienze angoscianti legate alla storia della persona e che possono essere causa della sintomatologia ansiosa.

L’importanza dello stress, dei lutti, del maltrattamento o della trascuratezza infantile e di altri eventi di vita negativi come fattori di rischio è ampiamente riconosciuta dalla letteratura sull’ansia. Con l’EMDR si lavora non solo sul ricordo delle prime volte in cui ci è provata l’ansia e le volte peggiori, in modo da desensibilizzare e progressivamente neutralizzare queste sensazioni, cosi da permettere alla persona di affrontare situazioni fino a prima evitate o sopportate con intenso disagio.


Aree di competenza

Psicoterapia individuale, coppia, infanzia e adolescenza

Disturbi d'Ansia e dell'Umore

Trattamento psicoterapeutico minori e adolescenti

Psicosessuologia del singolo, della coppia e dell'adolescente

Trattamento dei traumi con tecnica E.M.D.R.

Psicoterapia di coppia