Dott.ssa Sara Dellabartola
Psicologa Psicoterapeuta Savignano Sul Rubicone e Cesena

EMDR per la PERDITA DI UNA GRAVIDANZA

Circa il 15% delle gravidanza riconosciute va incontro ad una interruzione spontanea, solitamente nel primo trimestre. Nella maggior parte dei casi le gravidanza successive vanno a buon fine.

Psicologicamente, però, sia per la donna che per la coppia può essere comunque un’esperienza stressante, che occorre non sottovalutare pechè possa essere superata adeguatamente.

PERCHÉ È SUCCESSO?

È la domanda che più facilmente ci si pone quando si subisce un tale evento. Si accompagna spesso al dubbio di una qualche colpa o responsabilità nell’aver provocato la perdita, o alla difficoltà ad accettare Di non avere il controllo su un evento così rilevante per la propria vita.

In effetti, nella maggior parte dei casi non è possibile identificarne le cause, ma i fattori riscontrati sono quasi sempre incontrollabili e non riguardano comportamenti o pensieri avuti durante la gravidanza.

  • Fattori genetici: nel 50-60% dei casi di aborto spontaneo singolo il materiale abortivo presenta una anomalia del corredo genetico; in caso di abortività ripetuta, in una percentuale variabile tra lo 0 e il 6% a seconda delle casistiche, uno dei costituenti la coppia è portatore di una alterazione del patrimonio genetico responsabile di un rischio aumentato di insuccesso gravidico. Anomalie cromosomiche e genetiche possono non consentire all’embrione di sv
  • Fattori anatomici: anomalie morfologiche congenite o acquisite dell’utero e della cervice possono portare in epica gestazionale talora anche relativamente avanzata un aborto spontaneo o non consentire spazio sufficiente per la regolare crescita del prodotto del concepimento
  • Fattori ormonali: sono stati ipotizzati consistere i livelli insufficienti del progesterone prodotto dal corpo luteo , correlati all’età o all’irregolarità dei cicli
  • Fattori immunologici: consistono in fattori di tipo autoimmune con conseguenti alterazioni della circolazione utero placentare o in condizioni di patologia autoimmune tra i partner
  • Disturbi medici vari nella donna
  • Gravidanza extrauterina o ectopica (1-3% del totale delle gravidanza): l’ovulo fertilizzato inizia a crescere nel posto sbagliato, nel 95% dei casi in una delle tube, a causa di fattori infettivi o malformazioni del tratto riproduttivo; nel 40% le cause non si possono determinare
  • Gravidanza molare (1 su 1200): l’ovulo fertilizzato, geneticamente anomalo, si impianta nell’utero, ma la placenta va incontro ad un processo degenerativo che conduce ad una massa composta da vescicole multiple con frequente mancato sviluppo del polo embrionario
  • Altri fattori: test di diagnosi prenatali invasiva (villo centesi, amniocentesi), traumi gravi, isoimmunizzazione Rh, anomali di sviluppo dell’embrione
  • Fattori ambientali e stili di vita, più rari: sostanze chimiche tossiche; radiazioni, fumo, abuso di alcol, alcuni prodotti alimentati, shock termici, dispositivi intrauterini in situ (spirale).
  • Lo stress può avere effetti sul potenziale procreativo, ma non è dimostrato che da solo possoa provocare una borto spontaneo. Precedenti interruzioni volontarie di gravidanza non aumentano la probabilità di aborto spontateo. Non sono causa di aborto spontaneo: attività fisica non intensa, viaggi in aereo, lavoro al pc, e, salvo indicazioni mediche, mancanza di riposo e rapporti sessuali.

COSA VIVE UNA DONNA?

È normale provare tristezza, vuoto, sentirsi confusi? Non c’è un unico modo di sentirsi o un modo più giusto o sbagliato di reagire: cosa significa aver perso la gravidanza e il bambino atteso in un dato momento è soggettivo, e i sentimenti che ne derivano sono tutti legittimi. Possono sorgere dubbi sulla propria capacità procreativa e un senso di inadeguatezza o incapacità come donna, rispetto alle attese familiari o sociali. Possono riattivarsi emozioni spiacevoli nel confronto con altre donne in attesa o in situazioni che ricordano l’evento, come l’anniversario della perdita o la data della presunta nascita.

Indipendentemente da quanto la gravidanza sia stata breve e desiderata, per la maggior parte delle donne è un evento stressante e traumatico. Dopo un iniziale shock, si possono verificare reazioni d’ansia o depressive, che tendono a risolversi spontaneamente nell’arco di alcuni mesi, anche se la tristezza può non scomparire del tutto. Sono comuni risposte di lutto (nel 50-80% dei casi), diverse nell’intensità e nella durata, per l’attaccamento naturale già instaurato con il bambino atteso anche se non ancora nato.

Ricerche nel campo indicano che se il processo naturale del lutto si blocca e il trauma non viene elaborato, ci possono conseguenze negative sul piano psicologico e relazionale. Perdita di interessi, irritabilità, sensi di colpa, difficoltà del sonno, pensieri ricorrenti sull’evento, evitamento di situazioni o persone collegate, possono indicare l’insorgenza di problemi depressivi, d’ansia o forte stress, che necessitano di un aiuto terapeutico.

E IL PARTNER?

Anche l’uomo prova sofferenza per la perdita, in genere meno intensa e duratura rispetto a quella della donna, ma più difficile da riconoscere ed esprimere, in relazione al dolore della compagna, alle aspettative di ruolo di “dover essere forte” per dar alla compagna adeguato sostegno e al minore supporto sociale disponibile. Le modalità di risposta sono più rapide e orientate all’azione, per esempio con la ripresa immediata del lavoro, ma non per questo occorre sottovalutare l’impatto emotivo di tale perdita anche sul partner.

E LA COPPIA?

La perdita di una gravidanza è un evento critico anche per la coppia, che richiede un nuovo adattamento: può portare a una maggiore intimità, se si riesce a comunicare, a comprendere i bisogni emotivi di ciascuno, senza fraintendere le diverse modalità di reazione tra uomo e donna.

COME SALUTARE IL BAMBINO ATTESO?

Permettersi un rituale o un gesto, anche simbolico, come espressione dell’attaccamento naturale già instaurato, coerentemente con i propri sentimenti e valori, aiuta ad avviare e superare in modo sano il processo di lutto, sia sul piano psicologico che spirituale. Una piccola cerimonia dedicata, una preghiera, un fiore, una poesia, o il calco dei piedini laddove è possibile, sono alcuni odi per salutare il bambino atteso, riconoscendo che è esistito nella sua unicità.

COME PREPARSI AL MEGLIO A UN’ALTRA GRAVIDANZA?

È utile programmare un contatto con il ginecologo, che offra competenza specialistica e la disponibilità a controlli più frequenti, utili a contenere ansie e paure che potrebbero riattivarsi nella gravidanza successiva, è importante aver elaborato emotivamente l’esperienza della perdita e del trauma. A questo scopo può essere talvolta necessario l’aiuto specialistico. Il supporto emotivo agevola infatti il superamento dell’esperienza negativa e non è escluso che possa condizionare l’esito positivo della gravidanza.

Evidenze empiriche suggeriscono il potenziale rischio che lutti o traumi del genitore, non elaborati, possono influire negativamente sulla qualità del legame di attaccamento con il bambino che nascerà, attraverso una percezione di marcata vulnerabilità o come sostituto del bambino perso (situazioni in cui, ad esempio, viene assegnato lo stesso nome).

Uno delle modalità efficaci e con tempistiche ridotte è la tecnica dell’EMDR per l’elaborazione di eventi traumatici, anche di minore entità.


Aree di competenza

Psicoterapia individuale, coppia, infanzia e adolescenza

Disturbi d'Ansia e dell'Umore

Trattamento psicoterapeutico minori e adolescenti

Psicosessuologia del singolo, della coppia e dell'adolescente

Trattamento dei traumi con tecnica E.M.D.R.

Psicoterapia di coppia